Calcolo liquidazione IVA: esempi e periodicità

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Come funziona il calcolo della liquidazione IVA? Ecco degli esempi di liquidazione IVA mensile e trimestrale con VIDEO

Il calcolo della liquidazione iva, dei clienti con periodicità mensile o trimestrale, è uno dei principali adempimenti di uno studio. Fa da cardine ad adempimenti successivi, come la comunicazione delle liquidazioni periodiche o la Dichiarazione IVA.

In genere, se la liquidazione IVA è corretta anche le LiPe e la Dichiarazione IVA sono corrette.

Come funziona la liquidazione iva?

Tutti i soggetti passivi iva sono tenuti alla registrazione di tutte le fatture, attive e passive, e dei corrispettivi. Si procede poi al calcolo della differenza tra l’iva a debito delle fatture attive e dei corrispettivi e l’iva a credito delle fatture d’acquisto. E’ proprio in questa fase che si parla di Liquidazione IVA.

Nel caso in cui il credito sia superiore al debito, si può portare in compensazione delle altre liquidazioni dei periodi successivi. Se la differenza è a debito dovrà essere versato all’erario col modello F24.

Se il debito è inferiore a 100 euro, può essere riportato nel periodo successivo, ma non oltre il 16 dicembre.

Liquidazione IVA partita doppia: Erario conto iva

Nei contribuenti che detengono la contabilità ordinaria, oltre alla liquidazione occorre procedere anche con i giroconti IVA.

Nelle registrazioni contabili delle fatture di acquisto, vendita e dei corrispettivi si tiene conto anche dell’IVA. In genere, nelle registrazioni in partita doppia si movimentano questi conti contabili che fanno riferimento all’IVA:

  • IVA a credito, o IVA su acquisti (compresa nelle fatture di acquisto)
  • IVA a debito (indicata in fase di registrazione delle fatture di vendita o dei corrispettivi)

Una volta calcolata la liquidazione IVA, al termine del mese o del trimestre di riferimento, tutti i conti vengono girocontati al conto “Erario conto IVA”.

Ma facciamo un esempio: Nel primo trimestre abbiamo avuto 1000 euro di IVA a debito e 800 di IVA a credito. Il saldo da pagare al 16/05 sarà di 200 euro ma contabilmente deve essere rilevata questa scrittura al 31/03 :
– IVA a debito (D) 1000
– IVA a credito (A) 800
– Erario c/IVA (A) 200

In questo modo tutti i conti transitori si chiudono su Erario conto IVA, che in genere coincide con l’importo a credito (se chiude in dare) o da pagare (se chiude in avere).
Dico “in genere” perché possono verificarsi casi in cui il saldo della liquidazione non coincide con il giroconto per effetto, ad esempio, delle fatture differite o per altre ragioni.

IVA mensile o trimestrale: Da cosa dipende?

Tutto dipende dal volume d’affari dell’anno precedente, cioè dalla somma di tutte le operazioni attive (fatture e corrispettivi) effettuate e registrate.

Se si effettuano prestazioni di servizi e il volume d’affari supera i 500 mila euro annui vi è l’obbligo di liquidazione mensile dell’iva. Nel caso in cui si esercitino altre attività, la soglia sale a 800 mila euro.

Sotto queste soglie, la scelta è opzionale e va indicata nella prima dichiarazione iva annuale successiva alla scelta operata.

Importo minimo versamento IVA

Se dalla liquidazione mensile esce fuori un debito ma inferiore a 100 euro (un tempo era 25,82 euro) il pagamento può slittare al periodo successivo, ma comunque non può slittare oltre il 16 dicembre dello stesso anno.

Facciamo un esempio: se nella liquidazione di settembre la liquidazione IVA sarà di 50 euro a debito, slitterà ad ottobre.
Quella di ottobre chiude con un debito di 30 euro, che sommati ai 50 del periodo precedente, fa 80 euro (sempre al di sotto della soglia).
Novembre non abbiamo operazioni quindi chiude sempre ad 80 euro. Questo debito, anche se non supera la soglia dei 100 euro, va comunque pagato entro il 16 dicembre.

Periodicità IVA mensile: Calcolo, scadenza e codici tributo

Tutti hanno la facoltà di fare la liquidazione IVA mensile. E’ più dispendioso in termini di tempo, e i versamenti vanno effettuati sempre nel mese successivo a quello di riferimento.

Il vantaggio però è che, in caso di debito, non si pagano gli interessi, a differenza di quello che avviene con i trimestrali.

Liquidazione iva mensile come si calcola

Il calcolo della liquidazione mensile è molto semplice. Basta prendere l’IVA a debito di tutte le vendite e dei corrispettivi e sottrarla a quella sugli acquisti. Se il risultato è a credito, si riporta al periodo successivo, se a debito, si versa nel mese successivo.

Facciamo l’esempio di una liquidazione di marzo:
– Fatture di vendita registrate 12.200 di cui IVA al 22% = 2.200 euro
– Corrispettivi registrati 3.300 di cui IVA al 10% = 300 euro
– Fatture di acquisto registrate 11.000 euro di cui IVA al 10% = 1.000
Quindi = 2.200 + 300 – 1.000 = 1500 IVA a debito da versare entro il 16 aprile.

Codici tributo versamento IVA mensile e scadenze

L’eventuale importo a debito risultante dalla liquidazione mensile o trimestrale si versa tramite modello F24. Le scadenza variano a seconda della periodicità del soggetto passivo.

I mensili versano l’iva entro il 16 del mese successivo a quello di riferimento. Se il 16 cade di sabato, domenica o festivo, la scadenza slitta al primo giorno lavorativo.

I codici tributo da usare, a seconda del mese di riferimento sono: 6001, 6002, 6003, 6004, 6005, 6006, 6007, 6008, 6009, 6010, 6011, 6012 e 6013 per il versamento dell’acconto IVA.

Come si calcola l’iva da versare trimestralmente?

Per coloro che scelgono la liquidazione IVA trimestrale c’è un appunto da fare, se si è sotto i limiti che abbiamo visto prima.

Il vantaggio è sicuramente il risparmio di tempo. Si evita di registrare le fatture ogni mese, ma si fanno tutte in una volta al termine del trimestre, cioè entro il 16/05, 20/08 e 16/11 (al 16/02 solo per i trimestrali speciali).

Interessi liquidazione iva trimestrale

Se il risultato della liquidazione è a credito non c’è problema. Invece l’eventuale importo a debito che scaturisce dalla liquidazione trimestrale va maggiorato degli interessi dell’1%.

Esempio calcolo interessi IVA trimestrale

Da Gennaio a Marzo la ditta Alfa SRL ha registrato:

  • Fatture di vendita: 10.000 + 2200 (IVA 22%) = 12200
  • Corrispettivi: 3000 + 300 (IVA 10%) = 3300
  • Fatture di acquisto 5000 + 1100 (IVA 22%) = 6110

Procediamo al calcolo della liquidazione IVA trimestrale:

IVA a debito = 2200 + 300 = 2500

IVA a credito = 1100

Saldo = 1400 a debito

A questi vanno aggiunti gli interessi trimestrali dell’1%

1400 x 1 / 100 = 14 

Totale da versare al 16/05 = 1400 + 14 = 1414 euro

Interessi trimestrali iva 4 trimestre

In deroga a quanto detto prima, vi sono alcune categorie di contribuenti che possono versare liquidare l’iva trimestralmente indipendentemente dal volume d’affari e senza pagare gli interessi dell’1%. In particolare si tratta dei distributori di carburante, autotrasportatori di merci conto terzi, esercenti attività di servizi al pubblico, arti o professioni sanitarie. Stessa agevolazione spetta anche a coloro che rientrano nel regime della subfornitura.

Iva trimestrale scadenze per codice tributo: 6031, 6032, 6033, 6034

Per i trimestrali, le scadenze da tenere a mente (o magari tenete sempre a portata di mano il nostro calendario fiscale) sono 16 maggio per il primo trimestre (codice tributo 6031), 20 agosto per il secondo (codice tributo 6032), 16 novembre per il terzo (codice tributo 6033).
Solo i trimestrali speciali sono tenuti al pagamento del quarto trimestre al 16 febbraio dell’anno successivo (codice tributo 6034), mentre per gli ordinari va effettuato direttamente in sede di conguaglio annuale al 16 marzo. Per quanto riguarda l’acconto IVA, i trimestrali effettuano il versamento con codice tributo 6035.

Si può rateizzare l’iva trimestrale?

No, a meno che i tributi dell’IVA a debito non siano già passati a ruolo. In quel caso si può procedere con la rateizzazione tramite l’ente di riscossione, ma è una fase molto successiva rispetto alla scadenza originaria.

Diciamo che coloro che adottano la periodicità trimestrale usufruiscono già di una dilazione, tant’è che pagano gli interessi dell’1%.

Se il vostro problema, o dei clienti che gestite in studio, è che non riescono a pagare l’IVA dovuta basta sapere che è possibile farlo successivamente tramite ravvedimento operoso, pagando in aggiunta una piccola somma per sanzioni e gli interessi.

Tral’altro, come abbiamo spiegato nell’articolo sulla Dichiarazione IVA nel caso in cui a fine anno abbia un credito, ma non abbia provveduto a versare l’IVA dovuta in un determinato mese/trimestre, il credito viene “congelato” nel VL30 e sbloccato solo dopo averli pagati.

Liquidazione iva: come si calcola nei software gestionali?

Nel seguente video, vediamo come procedere al calcolo della liquidazione iva con due dei gestionali più comuni: eBridge di Buffetti e Davev Koinos.

La registrazione delle fatture e la liquidazione dell’IVA da versare sono tra gli adempimenti che comportano il maggior dispendio di tempo di uno studio.

Nonostante gli automatismi della fatturazione elettronica, c’è un metodo più semplice per semplificare l’attività di studio e risparmiare tempo.

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