Ritenute d’acconto Irpef e Certificazione unica

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Come funzionano le ritenute d'acconto? Perchè sono così importanti nella Certificazione Unica. Vediamo insieme

Il 16 marzo 2022, oltre alla tassa sulla vidimazione dei libri sociali, scade anche il termine per la Certificazione Unica. La CU è il modello dove vengono comunicate tutte le ritenute d’acconto operate dai sostituti d’imposta nei confronti dei percipienti e non solo. In questa guida capiremo meglio chi sono i soggetti in gioco e come funziona questo adempimento.

Sostituto d’imposta e percipienti

Prima di spiegare cosa sono le ritenute, vediamo chi sono i soggetti e come devono operare ai fini delle ritenute.

I percipienti

I percipienti sono i dipendenti, lavoratori autonomi o i lavoratori occasionali che subiscono la trattenuta:

  • I dipendenti subiscono le ritenute direttamente in busta paga, ricevendo il compenso netto;
  • I lavoratori autonomi emettono fattura con specifica indicazione del totale e della ritenuta subita. Riceveranno il compenso netto, mentre sarà il loro cliente a dover versare la ritenuta. C’è da fare qualche precisazione per i contribuenti minimi e forfettari, ma che vedremo dopo;
  • I lavoratori occasionali non emettono fattura, poiché non hanno partita iva, ma solo una ricevuta con il compenso netto ricevuto e la ritenuta subita e versata dal datore di lavoro.

Il sostituto d’imposta

Il sostituto d’imposta è il datore di lavoro che paga il dipendente o il professionista. Questi hanno l’obbligo di versare le somme trattenute entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento dello stipendio/fattura/ricevuta. Si chiamano “sostituti d’imposta” proprio perché si sostituiscono allo Stato nel recupero dell’Irpef per conto dei percipienti.

Ritenute d’acconto: cosa sono?

Le ritenute d’acconto sono delle vere e proprie trattenute che fa il sostituto d’imposta nei confronti del percipiente.

Con gli articoli 23 – 25 del DPR 600/73 il legislatore disciplina la gestione delle ritenute d’acconto sia per quanto riguarda i lavoratori dipendenti che gli autonomi. In questo articolo parleremo solo dei secondi, in quanto la gestione delle ritenute e la CU dei dipendenti è particolarmente complessa e riguarda essenzialmente i consulenti del lavoro.

L’obiettivo de iltuocontabile.it è quello di agevolare commercialisti e consulenti, quindi ti spiegheremo cosa sono le ritenute d’acconto per i lavoratori autonomi e occasionali.

La ritenuta d’acconto è una trattenuta che opera il datore di lavoro nei confronti di dipendenti e collaboratori. La ritenuta è a titolo d’acconto IRPEF, dove quindi il lavoratore rinuncia ad una parte del compenso (in genere il 20%) che viene trattenuta direttamente dal sostituto d’imposta e che la versa all’Erario. Per i collaboratori saranno quindi un anticipo delle imposte da versare in sede di dichiarazione dei redditi.

Quando si applicano

Come spiegato dall’Agenzia delle Entrate, le ritenute d’acconto si applicano ai i compensi per prestazioni di lavoro autonomo corrisposti, a qualunque titolo, ad artisti e professionisti:

  • per prestazioni di lavoro autonomo, anche occasionale;
  • prestazioni rese a terzi o nell’interesse di terzi;
  • per l’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;
  • sugli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione, quando l’apporto dell’associato è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro;
  • sugli utili spettanti ai promotori e ai soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata
  • sui redditi derivanti dalla cessione di diritti d’autore da parte dello stesso autore
  • sui diritti per opere d’ingegno, ceduti da persone fisiche non imprenditori o professionisti che le hanno acquistate.

Sono esclusi dall’applicazione della ritenuta i compensi di importo inferiore a 25,82 euro corrisposti dagli enti pubblici e privati, non aventi a oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, per prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Calcolo e versamento delle ritenute d’acconto

Per effettuare il calcolo, si prende l’importo totale del compenso e si applicano le aliquote stabilite dall’Agenzia delle entrate. In alcuni casi la base imponibile su cui applicare l’aliquota è inferiore al 100%.

Una volta calcolato l’importo e trattenuto dal compenso del collaboratore, il sostituto d’imposta lo versa all’erario entro il 16 del mese successivo del pagamento del compenso tramite F24 con codice tributo 1040.

Certificazione unica dei compensi

Tutti i compensi erogati ai dipendenti, autonomi e collaboratori occasionali vanno comunicati entro il 16 marzo tramite Certificazione Unica. In questo caso non viene indicato se la ritenuta è stata effettivamente versata all’erario o meno, questo verrà comunicato successivamente tramite modello 770.

Nella CU stilata dal sostituto d’imposta dovranno anche comparire i compensi corrisposti ai professionisti minimi e forfettari. Infatti, anche se questi non sono soggetti a ritenuta, sorge comunque l’obbligo di annotazione dei pagamenti poiché vanno comunicati in sede di Certificazione Unica.

Come procedere?

La gestione e il versamento delle ritenute d’acconto, con la conseguente comunicazione tramite CU è uno degli adempimenti più ostici dal punto di vista pratico per uno studio.

Spesso ci si trova davanti alla mancanza della documentazione o delle informazioni relative ai pagamenti, necessari ai fini del versamento delle ritenute, spesso “dimenticate” dai datori di lavoro che le operano.

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