Esterometro: proroga, abolizione e novità

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Come funzione l'estermetro? E' vero che è stato abolito? Tutti i chiarimenti

L’esterometro è il modello che permette la comunicazione delle operazioni transfrontaliere, cioè le fatture emesse e ricevute a e da soggetti esteri, all’agenzia delle entrate. Da non confondere con l’Intrastat che invece è una comunicazione diretta all’Agenzia delle Dogane, ma che può riguardare anche gli stessi documenti.

Molte sono state le voci di una sua abolizione, infatti questa doveva avvenire il 1 gennaio 2022, ma col maxi-emendamento 146/2021 approvato al senato il termine è stato prorogato al 1 luglio 2022. Di fatto vi sono due situazioni: una fino al 30 giugno e una a partire dal 1 luglio 2022.

Vediamole insieme.

Esterometro fino al 30 giugno 2022

Fino al 30 giugno i soggetti passivi residenti in Italia sono tenuti ad inviare trimestralmente i dati delle operazioni attive e passive con i soggetti esteri, intracomunitari o extracomunitari. E’ prevista un’esenzione dall’obbligo nel caso in cui, per tali operazioni, sia stata emessa una bolla doganale oppure emessa/ricevuta una fattura elettronica.

Infatti vi sono due possibili modalità di invio dei dati all’agenzia:

  • Tramite la predisposizione di un file contente i dati delle fatture attive e passive nei confronti di soggetti esteri, per il trimestre di riferimento, attraverso il cd. esterometro;
  • Tramite l’invio delle fatture attive al Sistema di Interscambio, indicando come “codice destinatario” il valore XXXXXXX, usando quindi il tracciato della fattura elettronica.

Cosa cambia per l’esterometro dal 1 luglio 2022

Al fine di “semplificare” questo processo, è stata abolita la prima modalità di invio, quindi dal 1 luglio 2022 l’esterometro sarà effettivamente abolito.

In sostanza tutte le operazioni dovranno passare dal SDI tramite il meccanismo della fatturazione elettronica.

Per quanto riguarda le fatture attive il processo è chiaro: occorrerà inviarle elettronicamente indicando nei campi dell’anagrafica del cliente estero il codice destinatario “XXXXXXX”. L’invio dovrà avvenire entro 12 giorni dalla cessione del bene o dalla prestazione del servizio, cioè dalla data della fattura.

La vera novità sta nelle fatture passive transfrontaliere. Queste fatture continueranno ad arrivare, naturalmente, in modalità analogica e senza passare dal sistema di interscambio. Dovrà essere il cliente italiano, che riceve la fattura, ad inviare un’autofattura con tipo documento TD17, TD18 o TD19 al SDI inserendo i dati della fattura a cui fa riferimento. In questo caso l’invio dovrà avvenire entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura di acquisto.

Lo scopo della normativa non è solo quello di combattere l’evasione fiscale, ma permette all’Agenzia delle entrate di avere delle bozze dei registri iva nell’ottica della futura Dichiarazione IVA precompilata, sulla scia di come già avviene per le dichiarazioni dei redditi.

Sanzioni

La sanzione prevista per ogni fattura omessa, come per l’esterometro 2022, è pari a 2 euro fino ad un massimo di 400 euro. Questo sono ridotte alla metà nel caso in cui la trasmissione avviene entro i 15 giorni successivi alla scadenza.

Come procedere?

Si parla tanto di semplificazioni, ma a fronte di un adempimento abrogato ne nasce subito un altro, cioè quello dell’invio delle fatture e delle autofatture estere al sistema di interscambio.

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