Guida dichiarazione IMU 2024: Novità, modello e casi particolari

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Scopri come fare la dichiarazione IMU: guida dettagliata con tutte le istruzioni e modello.

È arrivato il momento di fare la Dichiarazione IMU. In questa guida ti aiuteremo a capire come si fa, quali sono le novità, le scadenze e i casi particolari da considerare. Prima di iniziare un breve recap dei punti più importanti:

Cos’è? E’ una dichiarazione da inviare al Comune per comunicare eventuali variazioni sul possesso degli immobili. Da distinguere dall’IMU, l’imposta che si paga per il possesso di tali immobili.

📅 Quando scade? Entro il 1 luglio 2024 (in genere è il 30 giugno di ogni anno, ma quest’anno cade di domenica).

🧑 Chi deve farla? Tutti coloro che hanno subito delle variazione del possesso relativi agli immobili posseduti. Gli Enti non commerciali, invece, utilizzano il modello Dichiarazione IMU ENC e sono tenute alla presentazione a prescindere da variazioni di possesso.

📃 Come fare? La dichiarazione IMU può essere presentata a mano direttamente al Comune, spedita tramite raccomandata o tramite invio telematico. La dichiarazione IMU ENC, invece, può essere inviata solo in via telematica, direttamente dal dichiarante o tramite intermediario abilitato.
Le dichiarazioni vanno inviate ai relativi Comuni su cui sussistono gli immobili.

Novità IMU 2024: quali sono?

In vista della scadenza per il versamento dell’acconto IMU 2024, fissata al 17 giugno 2024 (poiché il 16 giugno è domenica), è utile riepilogare le principali novità introdotte alla disciplina dell’IMU nel corso del 2023 e nei primi mesi del 2024.

🆕 Principali aggiornamenti normativi:

  • Decreto 7 luglio 2023: il MEF ha individuato le fattispecie in cui i Comuni possono diversificare le aliquote IMU e ha stabilito le modalità di trasmissione del prospetto al Dipartimento delle finanze.
  • Circolare 3 gennaio 2024, n. 3/DF: ha incluso il Comune di Campofelice di Fitalia (PA) nelle aree montane o di collina con esenzione IMU per i terreni agricoli, integrando l’elenco della Circolare 14 giugno 1993, n. 9.
  • Risoluzione 16 novembre 2023, n. 4/DF: ha chiarito l’applicabilità dell’IMU ai fabbricati collabenti, ai fabbricati rurali strumentali e alla conduzione associata di terreni.
  • Sentenza 18 aprile 2024, n. 60: dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 9, comma 1, D.Lgs. n. 23/2011 per non prevedere l’esenzione IMU per gli immobili occupati abusivamente, a condizione che sia stata tempestivamente presentata una denuncia penale.
  • Decreto 8 marzo 2024: aggiornamento dei coefficienti per il calcolo dell’IMU 2024 sui fabbricati classificabili nel gruppo catastale D.
  • Sentenza 20 febbraio 2024, n. 21: ha sancito la legittimità dell’art. 14, comma 1, D.Lgs. n. 23/2011 riguardante la parziale indeducibilità dell’IMU ai fini IRAP sugli immobili strumentali.

Inoltre, con il Decreto 24 aprile 2024, il MEF è stato approvato il nuovo modello di dichiarazione IMU, che sostituisce il precedente modello approvato con Decreto 29 luglio 2022.

Dichiarazione IMU: cosa è?

La dichiarazione IMU è un documento fondamentale che deve essere presentato dai soggetti passivi dell’Imposta Municipale Propria per informare il Comune competente circa il possesso di immobili e le eventuali variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.

La dichiarazione IMU può essere presentata in diversi modi. Puoi consegnarla direttamente all’ufficio tributi del Comune di riferimento, inviarla tramite raccomandata senza ricevuta di ritorno o tramite posta certificata. Invece, il metodo più utilizzato dagli enti commerciali è la dichiarazione tramite software gestionale e trasmissione attraverso i canali Entratel e Fisconline.

Ricorda che la dichiarazione IMU ha effetto anche per gli anni successivi, a meno che non si verifichino modifiche nei dati dichiarati che comportino un diverso ammontare dell’imposta da versare.

⚠️N.B. Gli Enti non Commerciali devono presentare ogni anno la Dichiarazione IMU ENC, a prescindere da eventuali variazioni, ed esclusivamente in modalità telematica.

Modello Dichiarazione IMU 2024 Editabile

Come abbiamo accennato prima tra le novità 2024, il MEF (Ministero Economia e Finanze) ha rilasciato un nuovo modello IMU che ha sostituito il precedente.

Scarica ora ➡️ Modello ufficiale Dichiarazione IMU Editabile | Istruzioni

E’ importante comunicare al Comune eventuali variazioni. In questo modo il Comune è a conoscenza delle percentuali di possesso e degli eventuali utilizzi, così da poter calcolare l’acconto IMU e il saldo IMU che poi il contribuente andrà a versare.

Dichiarazione IMU Enti non commerciali 2024

Gli Enti non commerciali hanno un modello distinto da quello classico e, a differenza del primo, va inviato ogni anno anche in assenza di variazioni. Ecco il modello ministeriale ufficiali con le relative istruzioni.

Scarica ora ➡️Modello IMU ENC | Istruzioni

Gli immobili degli Enti non commerciale sono spesso esenti da IMU, questo sia per la natura dell’Ente (amministrazione statale, scolastiche, ecclesiastiche, ecc), sia per la natura dell’attività svolta (assistenziale, previdenziale, scientifico, sportivo, ecc).

Questo modello serve per tutti gli immobili posseduti dagli Enti non commerciali, non solo per le attività indicate prima, ma anche per quelle in cui vengono svolte attività “meritevoli”.

IMU: casi particolari, calcolo e chi non deve pagarla

dichiarazione imu seconda casa.

Ecco alcune questioni ricorrenti riguardanti l’IMU. Come ogni anno, infatti, sorgono dubbi su come gestire le seconde case, gli immobili in comodato, i terreni agricoli e altro ancora. Vediamo alcuni casi insieme.

Imu seconda casa: come funziona?

L’IMU (Imposta Municipale Propria) sulle seconde case deve essere pagata se si tratta di un’abitazione diversa da quella principale (prima casa, dove si è stabilita la residenza).

Per le seconde case, l’IMU si calcola applicando un’aliquota ordinaria dello 0,76%. Tuttavia, i Comuni hanno la facoltà di variare questa aliquota di 0,3 punti percentuali in più (cosa che avviene quasi sempre) o in meno. Pertanto, l’aliquota effettiva può oscillare tra lo 0,46% e l’1,06%.

Imu prima casa senza residenza

Per essere considerata come prima casa e usufruire dell’esenzione IMU è necessario spostare la residenza proprio su questo immobile. Quindi se compro una casa, ma non sposto la residenza, dovrò pagare l’IMU come se fosse una seconda casa, anche se non usufruisco dell’agevolazione prima casa in nessun’altro immobile.

Come si calcola Imu seconda casa?

Per calcolare l’IMU sulla seconda casa, segui questi passaggi:

  • Individuare la rendita catastale dell’immobile;
  • Rivalutare la rendita del 5% (moltiplicando per 1,05);
  • Calcolare il valore catastale;
  • Calcolare l’imposta lorda: applica l’aliquota stabilita dal Comune al valore catastale.
  • Se l’immobile è posseduto per tutto l’anno, l’importo calcolato viene diviso e versato in due soluzioni: Acconto e saldo.

Per approfondire: GUIDA Calcolo acconto IMU e saldo

Chi non deve pagare l’IMU?

Esistono diverse categorie di esenzione che possono esonerarti dal pagamento dell’IMU. Di seguito un riepilogo dei principali casi in cui non è dovuto il pagamento dell’IMU.

In primo luogo, non sono soggette all’IMU le abitazioni principali e quelle assimilate, eccetto quelle di lusso (categorie A1, A8 e A9). Rientrano in questa categoria:

  • Abitazioni principali (categorie A2, A3, A4, A5, A6, A7) e le relative pertinenze (una per ciascuna delle categorie C2, C6 e C7). Ad esempio, se possiedi una casa (A2), un deposito (C2) e un garage (C6), non pagherai l’IMU su nessuno di questi. Se invece hai due garage con la stessa categoria (C6), pagherai l’IMU su uno dei due;
  • Immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • Case familiari assegnate al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice;
  • Un solo immobile posseduto e non locato dal personale delle Forze armate, delle Forze di polizia, dei Vigili del fuoco e del personale della Prefettura.

Ci sono altri casi più specifici di esenzione dal pagamento dell’IMU. Anche nei seguenti casi non si paga l’IMU:

  • Immobili occupati abusivamente: esenti dal 1° gennaio 2023, se è stata presentata denuncia all’Autorità giudiziaria e comunicazione al Comune.
  • Fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali.
  • Fabbricati classificati nelle categorie da E/1 a E/9, come stazioni ferroviarie, aeroporti, porti, ecc.
  • Immobili ad uso culturale e di culto, inclusi quelli di proprietà della Santa Sede.
  • Fabbricati rurali strumentali.
  • Proprietà dello Stato e altri enti pubblici, come immobili posseduti dallo Stato, Comuni, Regioni, Province, Comunità montane e enti del Servizio sanitario nazionale, destinati a compiti istituzionali.
  • Fabbricati collabenti (ovvero immobili in disuso a causa dell’elevato grado di inutilizzabilità).
  • Terreni agricoli se posseduti da coltivatori diretti o Imprenditori Agricoli Professionali (IAP), ubicati nelle isole minori, aree montane o di proprietà collettiva o indivisibile desinati al pascolo o all’agricoltura.

Comodato d’uso gratuito e IMU: la riduzione

Se stai considerando di concedere un immobile in comodato d’uso gratuito o ne hai tu uno assegnato, è importante conoscere le agevolazioni fiscali che puoi ottenere, in particolare per quanto riguarda l’IMU. La Legge di Bilancio 2020 ha confermato una significativa riduzione dell’IMU per queste situazioni, offrendo uno sconto del 50% sulla base imponibile.

La normativa di riferimento, contenuta nel comma 747, articolo 1, della legge n. 160/2019, prevede che le unità immobiliari concesse in comodato d’uso gratuito possano beneficiare di una riduzione del 50% della base imponibile, con alcune eccezioni e condizioni specifiche:

  • l’agevolazione non si applica agli immobili di lusso classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • l’immobile deve essere concesso in comodato d’uso gratuito a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli) che lo utilizzano come abitazione principale;
  • il comodante deve risiedere anagraficamente e dimorare abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato;
  • il comodante (proprietario dell’immobile) deve possedere una sola abitazione in Italia, oltre alla casa principale;
  • è necessario che il contratto di comodato sia registrato.

Se soddisfi tutte le condizioni sopra elencate, potrai beneficiare di uno sconto del 50% sulla base imponibile dell’IMU previste per il comodato d’uso.

Terreni agricoli e IMU

dichiarazione imu terreni agricoli

L’IMU sui terreni agricoli è una questione di particolare rilevanza per molti contribuenti. Le agevolazioni e le esenzioni previste possono fare una grande differenza, infatti per diverse categorie di terreni è prevista la totale esenzione dal pagamento dell’IMU (come accennato anche nel precedente paragrafo dedicato).

Nello specifico, i terreni agricoli che non sono soggetti all’IMU includono:

  • Terreni posseduti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP), iscritti alla previdenza agricola, comprese le società agricole. Questa disposizione è contenuta nell’articolo 16-ter del Dl 34/2019.
  • Terreni ubicati nei Comuni delle isole minori.
  • Terreni a immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile.
  • Terreni situati in aree montane o di collina delimitate, sulla base dei criteri individuati dalla circolare n. 9 del 14 giugno 1993.

Tutte queste agevolazioni tributarie si applicano retroattivamente ai familiari equiparandoli ai titolari dell’impresa agricola e ai pensionati che continuano a svolgere attività in agricoltura mantenendo l’iscrizione alla previdenza agricola.

Calcolo IMU terreno edificabile: come fare?

Calcolare l’IMU su un terreno edificabile richiede una comprensione chiara dei parametri e delle normative locali. Un’area edificabile è un terreno dove, secondo le leggi vigenti, è possibile costruire edifici, siano essi pubblici o privati.

Per calcolare l’IMU su un terreno edificabile, devi prima determinare la base imponibile. Per calcolare l’IMU su un terreno edificabile, devi prima determinare la base imponibile.

Una volta determinata la base imponibile, applica l’aliquota IMU stabilita dal tuo Comune. Il pagamento dell’IMU per i terreni edificabili si effettua tramite il modello F24, utilizzando il codice tributo 3916. L’imposta deve essere versata in due rate uguali: la prima entro il 16 giugno e la seconda entro il 16 dicembre.

Dichiarazione IMU: come procedere?

La dichiarazione IMU è un altro di quegli adempimenti che fa perdere un sacco di tempo nell’organizzazione di uno studio. Senza considerare che giugno è già un mese caldo di suo, non solo per le temperature, ma anche perché ci sono moltissimi scadenze e un commercialista lo sa bene!

Almeno per questo c’è una soluzione.

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