Acconto IMU: Scadenza, esenzioni e novità

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Quando scade l'Acconto IMU? E come si calcola? Ecco tutti i chiarimenti

Sono due le scadenze da tenere a mente durante l’anno per il versamento dell’IMU: 16 giugno per l’acconto IMU e 16 dicembre per il saldo. A differenza di altri adempimenti, le loro scadenze sono invariate da anni ed è bene tenerle a mente.

Cos’è l’acconto IMU?

IMU sta per Imposta Municipale Unica, ed è dovuta da coloro che posseggono un immobile situato nel territorio italiano in qualità di proprietari o di altri diritti reali (abitazione, usufrutto, uso, enfiteusi, superficie). Se vi sono più proprietari, ognuno è tenuto a pagare la propria quota parte di imposta.

Quando di paga l’IMU?

L’IMU annuale si versa in due soluzioni, in genere di pari importo.

L’acconto IMU si versa il 16 giugno di ogni anno e ci si basa sulle aliquote che il comune ha deliberato per l’anno precedente. Il saldo invece va pagato entro il 16 dicembre, ma in quel caso il comune avrà provveduto a deliberare le nuove aliquote o a confermare quelle precedenti. Il conteggio annuale effettivo avverrà infatti a saldo, con le aliquote aggiornate, scomputando quanto versato in sede di acconto.

Esiste tuttavia la possibilità di versare tutto, in un unica soluzione, entro il 16 giugno.

Come si versa l’acconto IMU

E’ possibile pagare l’IMU tramite il classico modello F24 (standard o semplificato), tramite il sistema PagoPA oppure tramite apposito bollettino postale, in genere rilasciato dallo stesso comune.

Sono, purtroppo, pochi quei comuni che mandano direttamente via posta l’IMU da pagare ai propri contribuenti liberando noi consulenti da quest’altro adempimento. Nella (vana) speranza di semplificazioni da parte della pubblica amministrazione puoi smaltire da subito il carico di lavoro del tuo studio affidandoti ai servizi de iltuocontabile.it.

Calcolo acconto IMU

Si parte dalla rendita catastale dell’immobile, che va rivalutata del 5%. Questa poi si moltiplica per un coefficiente catastale che varia a seconda della tipologia dell’immobile: 160% per A1 a A11, 80% per A10, 140% per B1 a B8, 55% per C1, 160% per C2-C6-C7, 140% per C3-C4-C5, 65% per D1 a D10.

A questo risultato si applica poi l’aliquota del comune che ha previsto per quella specifica categoria di immobile. L’aliquota ordinaria è pari al 0,86%, ma i comuni possono aumentarlo fino all’1,06% (cosa che capita quasi sempre) o ridurla fino ad azzerarla (cosa che capita quasi mai). Potete verificare le ultime delibere comunali con le aliquote aggiornate direttamente dal sito del MEF.

Quello sarà l’importo annuo da versare, che dovrà essere diviso in due: una parte da versare al 16 giugno e una al 16 dicembre.

Riepilogando: Rendita catastale + 5% x coefficiente catastale x aliquota comune = IMU annuale.

Esenzioni e novità IMU

Anche quest’anno è confermata l‘esenzione dell’IMU sull’abitazione principale. Tuttavia c’è una novità che riguarda i coniugi che hanno la residenza in due comuni diversi: prima era sufficiente che i due coniugi, proprietari rispettivamente di un’abitazione ciascuno in due comuni diversi, le dichiarassero come abitazioni principali per non pagare l’IMU sfruttando entrambi l’esenzione.

Da quest’anno occorre scegliere quale dei due esentare. Occorre quindi pagare l’acconto IMU (e poi il saldo) sull’altro.

Un’altra esenzione riguarda i fabbricati merce, cioè quelli costruiti dalle imprese edili e destinati alla vendita.

Acconto IMU: come procedere?

Il calcolo dell’acconto IMU è un altro di quegli adempimenti che fa perdere un sacco di tempo nell’organizzazione di uno studio. Senza considerare che giugno è già un mese caldo di suo, non solo per le temperature, ma anche perché si entra in piena campagna redditi.

Almeno per questo c’è una soluzione.

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