Manutenzione e Riparazione beni propri 5% e differenze

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Come funzionano le spese di Manutenzione e riparazione? Spieghiamo il limite del 5% sui beni propri e l'indicazione nel conto economico

La gestione e la deduzione delle spese di manutenzione e riparazione beni propri 5% è particolarmente complessa. In particolare occorre stare attenti al limite di deducibilità del 5%. In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza, e di spiegare le differenze sulla deducibilità in base alla natura dei beni e alla loro titolarità.

Tipologie manutenzioni e riparazioni

Prima di spiegarne la deducibilità, e quindi la possibilità di portarli in diminuzione del reddito, occorre fare una importante distinzione. Occorre capire se si tratta di manutenzioni ordinarie o straordinarie.

Manutenzioni ordinarie

Sono quelle spese sostenute per mantenere efficienti i beni propri dell’impresa, o per ripararli da eventuali guasti. Non migliorano l’utilità iniziale del cespite o la loro capacità produttiva. Confluiscono nella voce B7 del conto economico, cioè tra i costi per servizi, ed esauriscono la loro utilità nell’esercizio in cui vengono sostenute.

Manutenzioni straordinarie

A differenza delle prime, queste sono destinate all’ammodernamento del cespite e permettono di aumentarne la capacità produttiva. In questo caso i costi sostenuti vengono “capitalizzati”, ossia portati in aumento del costo storico dell’immobilizzazione a cui si riferiscono. Aumentandone il valore, queste verranno poi ammortizzate nel corso degli anni seguendo il naturale piano d’ammortamento del cespite.

Manutenzione e riparazione beni propri limite 5 %

Le spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento e trasformazione che non aumentano il valore ammortizzabile del cespite a cui si riferiscono, non possono essere dedotte per intero nell’esercizio in cui vengono sostenute. Infatti, secondo la disciplina fiscale art 102 c.6 TUIR, queste sono deducibili nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili che risultano all’inizio dell’esercizio dal registro dei beni ammortizzabili. Nel calcolo non si considerano i beni immateriali o quelli materiali non ammortizzabili.

Imprese di nuova costituzione

Per le imprese di nuova costituzione, che non hanno quindi un valore a inizio anno come riferimento, si calcolerà il 5% sul valore dei beni che risultano alla fine dell’esercizio stesso.

Quindi a fine anno vedo qual è l’importo dei beni ammortizzabili, e su questo calcolo il 5%. Ma non basta: occorre ragguagliare questo importo in base alla durata effettiva dell’esercizio, se è inferiore o superiore a 12 mesi. Calcolato il valore, sarà quello il limite massimo di deducibilità delle spese di manutenzione e riparazione per quell’esercizio.

Altre tipologie di impresa

La soglia del 5% tuttavia non è uguale per tutti. Per le aziende che operano in particolari settori questa soglia si alza. In particolare sarà dell11% per le aziende siderurgiche e metallurgiche, 15% per imprese estrattive di beni specifici e il 25% per gli autoveicoli da trasporto per le imprese di trasporto e simili.

Eccedenza 5% manutenzione e riparazione

Nel caso in cui in un esercizio sosteniamo delle spese di manutenzione e riparazione superiore al limite spiegato sopra, la parte eccedente delle spese sostenute non è indeducibile, ma può essere ammortizzata negli esercizi successivi.

In generale le spese eccedenti il 5% possono essere ammortizzati per i 5 esercizi successivi, che scendono a 3 se relative ai mezzi delle imprese di trasporto.

Manutenzione e riparazione su beni di terzi

Spesso capita che l’azienda detenga e utilizzi una determinata immobilizzazione, ma che non ne sia la proprietaria. E’ il caso dei comodati, dei leasing o degli affitti.

Le spese di manutenzione ordinaria sono a carico del conduttore, che hanno lo scopo di mantenere in buono stato l’oggetto della locazione. Ai fini fiscali, queste spese non hanno limiti di deducibilità, a differenza di quelli propri. Possono essere dedotte nell’esercizio secondo il principio di competenza e vanno indicate alla voce B7 del conto economico come Costi per servizi. L’unico limite alla deducibilità potrebbe derivare dalla natura dello stesso bene, come avviene ad esempio per gli automezzi o per la telefonia.

In genere, le spese di manutenzione straordinaria sono sostenute dal proprietario, come indicato dall’articolo 1575 del codice civile, così come avviene per i contratti di locazione. Nel caso in cui queste vengano sostenute dal conduttore, possono essere inserite tra le immobilizzazioni e ammortizzate secondo il tempo utile, che coincide in genere con la durata del contratto di locazione o di leasing che ne regola il possesso.

Come procedere?

La gestione fiscale di queste spese, come avete potuto vedere, è abbastanza complessa ed è facile incappare in qualche errore di valutazione e di deducibilità.

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